Archivi del mese: ottobre 2011

I denunzianti civici di Zingales

Oggi siamo Renzi-centrici. Ma che volete farci, è l’effetto del Big Bang…
Ieri siamo rimasti impressionati da un intervento in particolare, quello di Luigi Zingales.
L’economista sulla sedia della Leopolda non si è limitato a parlare di economia, ma ha proposto la sua ricetta per eliminare la corruzione. Scopo nobile, con cui nessuno si direbbe in disaccordo. Ma il metodo proposto da Zingales ha controindicazioni a cui stare molto attenti.

Zingales propone un “Premio per gli onesti”, cioè la fornitura di una protezione e di una ricompensa per chiunque denunci un reato a cui non ha partecipato (una delazione, insomma). Poi, “eliminazione dei colpevoli”, perché “se tutti sono colpevoli, nessuno è colpevole”. Obiettivo il cambiamento, non la vendetta.
E qui prendiamo le parole da phastidio.net (La forca degli ottimati)

“E come si applica? Voglio dire, se nessuno si denuncia entro la mezzanotte del giorno X che facciamo, li andiamo a prendere casa per casa? E chi decide se qualcuno ha compiuto un reato se manca la confessione, la psicopolizia degli Ottimati? Zingales non lo spiega, “perché non sono un giurista”, e soprattutto è fortunato a non vivere in Italia: qualcuno che non lo ama potrebbe farlo catturare nel cuore della notte, con una delazione mirata.[…] questa dei “Denunzianti civici” a noi non suona benissimo, e non vorremmo che qualcuno prendesse alla lettera Zingales, quando parla di “eliminazione dei colpevoli”. Ma di certo stiamo equivocando.”

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Un pallottoliere per Renzi

Allora, il WikiPd di Renzi che doveva essere pronto ieri, stamattina era un paleolitico PDF (a questo punto lo si poteva mandare per fax a tutti i partecipanti della Leopolda, così, per essere perfettamente 2.0). Ora è diventato un “leggi e commenta”. Ci aspettiamo che, prima o poi, diventi un wiki vero.

Nel frattempo ci scuserà Renzi se ci siamo permessi di tirare fuori un pallottoliere e fargli i conti al Pdf.

Alla faccia della lettera della Bce all’Italia, per fare tutte le cose che dice Renzi nelle 100 proposte ci vorrebbero due Pil della Germania o la moltiplicazione per miracolo dei soldi. Ci auguriamo che i conti non glieli abbia fatti chi si occupa del bilancio di Firenze.

Basta fare qualche esempio:

Proposta 18.  Portare il rapporto debito Pil al 100 per cento in 3 anni. Stiamo parlando di circa 400 miliardi. Come? Privatizzazione delle imprese pubbliche (poste, Fs, ma anche eni, enel, finmeccanica, i cui titoli sono crollati al lumicino); con l’alienazione degli immobili pubblici (ci ha provato Tremonti e non c’è riuscito. Ci ha provato anche il centrosinistra e ci è riuscito solo in parte. Forse non è così facile e a effetto immediato come sembra), privatizzazione delle municipalizzate (ma non c’è stato un referendum? E quelli che hanno votato non contano nulla?); resta l’imposta sui grandi patrimoni, che allora dovrebbe portate una tantum quasi tutta la cifra.

Proposta 19.  Il passaggio per tutti al sistema pensionistico contributivo darebbe 12 milioni di euro nel 2012 e 200 nel 2014;  l’eliminazione delle pensioni di anzianità darebbe a regime 5 miliardi l’anno.

Proposta 22. Abolizione dell’Irap (40 miliardi circa). Secondo Renzi si finanzierebbe con il taglio delle agevolazioni alle imprese. In realtà si tratta di misure quasi tutte già tagliate. Si e no sono rimasti tre miliardi.

Proposta 23. Uscire dal sommerso con la riduzione delle aliquote Ires. Non si capisce con quali fondi. Memento. Nel 2010 l’Ires ha incassato 37 miliardi di euro.

Proposta 36. Riforma degli ammortizzatori sociali. Benissimo, se ne parla dai tempi di Treu ma i soldi per farla non sono mai stati trovati. Grosso modo il costo varia dai 3 ai 6 miliardi di euro.

Proposta 87. Quoziente familiare. Tutte le stime fatte fino ad oggi, persino nelle proposte di legge a favore, dicono che il costo sarebbe da 12 miliardi a 20 miliardi. Ma soprattutto va tenuto presente che lo stesso Forum delle famiglie ha scelto ormai un’altra strada perché tutte le simulazioni dicono che il quoziente familiare favorisce i più ricchi e non i più poveri, senza contare che penalizza il lavoro delle donne.

Proposta 74. Affitti di emancipazione. Bello. Ma non c’è scritto dove si trovano i fondi.

Proposta 88. Detrazione fiscale per le spese familiari. Bene. Ma le fonti di finanziamento?

Proposta 92. Più Nidi e asili d’infanzia. A parte la centralizzazione (andrebbero sotto la competenza del ministero dell’educazione…), benissimo. Chi paga?

Proposta 90. Promuovere la natalità. Bonus bebè 4000 euro per i primi due anni per ogni secondo figlio. Grosso modo stiamo su un miliarduccio di euro. Non è indicata la fonte di queste risorse.

La formula magica di Renzi

Tra Isola dei famosi e salotto letterario. Il magico mondo di Matteo Renzi, un po’ Fininvest e un po’ riti sciamanici

(Il Messaggero – 31/10/11)

ROMA – Alcide non c’è, e neppure Bono Vox. Questo è un peccato. Ma non si può avere tutto, nel magico mondo di Matteo, compresi i due miti che danno il titolo all’autobiografia che Renzi ha scritto quando aveva 31 anni: «Da De Gasperi agli U2». Però c’è mister Magnolia, ossia Giorgio Gori. L’ex direttore di Canale 5, e produttore fra l’altro dell’Isola dei famosi, prende ieri la parola sul palco della stazione Leopolda e che gioia: «Caro Renzi, per cambiare bisogna metterci la faccia, e io la mia la metto». Per entrare nel Renzi-net, in questo mainstream riformistico-motivazionale, c’è una formula magica, una sorta di rito verbale d’iniziazione, che non si può non pronunciare: «Matteo, tocca a te». Lo dice Gori. Lo dice, «a nome della nostra generazione», Martina Mondadori, che sta nel cda della casa editrice di Segrate. Lo dice lo scrittore, e imprenditore, Edoardo Nesi, quello che ha vinto l’ultimo premio Strega. Ma il guru più guru chi è? Sarebbe stato Quelo se i leopoldini, invece di prendere (senza dirglielo) da Corrado Guzzanti la sua parodia di Bertinotti, gli avessero chiesto in prestito la strepitosa macchietta del santone da lui inventata («C’è crisi, c’è grossa crisi»). Ma anche Alessandro Baricco, sia pure cinquantenne, può andare bene: «La sinistra è diventata quanto di più conservativo ci sia. Ai deboli, dobbiamo dare un sistema dinamico», avverte il riccioluto titolare della scuola di scrittura Holden.
Baricco ha dunque trasmigrato dal veltronismo al renzianesimo. Arturo Parisi rappresenta invece il prodismo interessato al big bang di Matteo – giù applausi – e delizia i presenti con una citazione di Luigi Tenco: «I sogni sono ancora sogni e l’avvenire è ormai quasi passato». O l’avvenire sta per partire, come recita il rap dei rottamatori? L’ha inventato l’editore Alberto Castelvecchi, testa pelata, look da rockstar spirituale alla Peter Gabriel, e «schioccate le dita insieme a me», dice dal palco ai leopoldini. Quelli partono come in un rito tecno-indù e lui: «Sta cambiando il ritmo della politica. Più forte, più forte, più forte…. E ora, facciamoci un applauso».

Chissà che cosa ha pensato, di fronte a questa danza sciamanica poco da Torino operaia, il pragmatico ex sindaco Chiamparino, mito renzista ma non della corrente spiritual. Sarebbe stato più adatto all’atmosfera Sergio Marchionne, considerato nel magico mondo di Matteo una sorta di mistico della buona rivoluzione capitalistica, il quale non è apparso ma risulta il più citato della kermesse. Insieme, ma senza nominarla, alla coppia Giavazzi-Alesina, autori del libro «Il liberismo è di sinistra». Ne sono convinti anche il veltroniano Salvatore Vassallo e l’ex gemello diverso di Matteo, il milanese Civati, non più renzista eppur leopoldiano? Manca un pallone per Billy Costacurta, ma lui c’è. L’ex difensore del Milan, in estasi per il «coraggio di Matteo», sembra poco compatibile – ma non lo è, perchè il leopoldismo li avvicina – con la democrat Ilda Curti, donna più votata a Torino e assessore che s’occupa di immigrati. Niente palloni, ma ovunque la mela di Steve Jobs e i pupazzi di dinosauri, che dovrebbero rappresentare gli anziani dirigenti del Pd, mentre Jean-Jaques Rousseau s’affaccia sia pure tramite le parole della filosofa Michela Marzano, la quale cita il «mandato imperativo» che obbliga gli eletti ad ubbidire agli elettori. Per amalgamare tutto ciò, compreso il pannellismo che apprezza il leopoldismo elogiato dal deputato radicale Mecacci, servirebbe un frullatore o un Bimbi e invece sul palco spicca un frigorifero di design molto trendy. Ad accarezzarlo ci sono anche imprenditori illuminati, alla Nerio Alessandri di Tecnogym: «L’Italia diventi il primo distretto mondiale del benessere».
Il magico mondo del «tocca a Matteo», né di destra né di sinistra, può contare su qualche timido appoggio esterno (Andrea Romano, della fondazione montezemoliana: «Ho sempre stimato Renzi») e può vantare un regista di riferimento che ha curato la kermesse. Ossia Fausto Brizzi, quello della «Notte prima degli esami», che è anche sceneggiatore di «Natale sul Nilo», «Natale in India», «Natale a Miami», «Natale a New York», «Natale in crociera». Se Renzi cucina un cinepanettone, nel Pd vinceranno i dinosauri di Jurassic Park.

Finalmente Sud oscurerà Roma – Milan

Da giorni i partecipanti al “Big Bang” di Renzi si lamentano della concomitanza del loro evento con “Finalmente Sud”,  (il corso di formazione promosso dal Pd a Napoli) . Anche a noi pare ovvio che al PD, presi dal panico per la Leopolda abbiano trovato in fretta e furia 2000 giovani e messo su tutto. (Nei corridoi si mormora dell’intervento di Irene Ghergo)

Per la cronaca ecco l’elenco degli eventi che Finalmente Sudoscurerà sabato 29 e domenica 30 ottobre:

Roma – Milan (stadio Olimpico ore 18), il musical Sister Act al teatro
Nuovo di Milano, La festa di Irene (compie 8 anni), il compleanno di
Chiara e di Diego Armando Maradona, il Gran premio di Formula 1 in
India, la sagra della caldarrosta a San Martino al Cimino,  Appunti
per il prossimo millennio (omaggio a Italo Calvino) al teatro
Arcobaleno di Roma, il Chocotitano a Borgo Maggiore (San Marino), gita
in bicicletta alla scoperta dell’Appia Antica, il Festival del Cinema
di Roma, ma soprattutto… la festa di Halloween.
Ne avete altre da aggiungere?