Opencamera. Cinguettii dal parlamento

Era iniziata un po’ in sordina. Forse un “gioco”, ma di tanto in tanto un cinguettio usciva dalla Camera, complici le nuove tecnologie che ci rendono sempre più connessi, una polliciata sullo schermo e i socialnetwork sono pronti a raccontare la Camera dei Deputati, chi non può seguire in diretta tv i lavori della camera (o quando non ci sono dirette televisive) basta lo schermo del pc per saperne di più. Poi Andrea Sarubbi l’ha presa sul serio. E dopo mesi passati a raccontare  in diretta su Twitter quanto accadeva alla Camera e nelle commissioni ha inaugurato un hashtag che contraddistinguesse il suo lavoro: #opencamera
Nei giorni in cui l’antipolitica imperversa #opencamera è diventato un bell’esempio di trasparenza della politica. Capita così di sapere che quando si vota con la “chiama” ci sono lunghi tempi morti (dovendo passare uno ad uno i deputati sotto lo scranno della presidenza per votare) “non pensate male se nelle riprese tv qualcuno gioca con l’ipad, bisogna ingannare il tempo” o si conoscono gli umori dell’aula.
Fino ad oggi Sarubbi era “solo”. #opencamera era solo il suo racconto da oggi invece si è arricchito di altri 6 deputati PD, il racconto si arricchisce di voti. Nella giornata di oggi #opencamera è quarti nei trendingtopics di twitter, in una giornata dominata da hashtag su Steve Jobs.
Così, nella seduta di oggi sappiamo in diretta (le agenzie non lo hanno battuto con la stessa velocità con cui la notizia è volata su twitter) che il Pdl sul ddl intercettazioni ha chiesto una sospensione di un’ora e che in quell’ora Berlusconi si è presentato in Aula (per poi svanire alla ripresa dei lavori) a raccontare barzellette ai suoi. E che quando la deputata PD Codurelli ha iniziato a protestare perché l’aula restava ferma (aggiungiamo anche che l’aula resta ferma e che l’argomento in discussione interessano principalmente il Premier, mentre fuori il paese fronteggia una crisi che continua ad ingrossarsi) dai banchi della Lega si alza una voce (vorremmo tanto sapere di chi) che le urla “fatti scopare, che è meglio!”.
D’altronde che aspettarsi da una maggioranza il cui leader poco prima aveva detto “ci ho pensato tutta la notte. Popolo delle Libertà non è più nel curie degli italiani, faremo il partito della gnocca”. Un po’ pensi che forse stanotte avrebbe potuto pensare se tutte quelle misure che il suo governo ha tolto (in nome della semplificazione) non avrebbero, forse, aiutato quelle 4 operaie e le loro colleghe e non trovarsi a lavorare in nero, per 4€ scarsi l’ora, a lavorare in una cantina di Barletta che gli è crollata addosso.

Qui trovate il racconto della giornata

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