Berlusconi, il socio Gheddafi e le amazzoni

E’ morto Gheddafi, dittatore dai risvolti tragici in tutti i campi: dalla politica, al modo di vestirsi, dalle amicizie ai soci in affari (delle partecipazioni societarie di Berlusconi e del socio Gheddafi probabilmente si parlerà più avanti).
La reazione alla notizia è stata più o meno uguale in tutti i paesi occidentali: un velato “era ora che finisse” camuffato da un aplomb il più anglosassone possibile.
E Berlusconi? Come avrà reagito alla notizia? Gheddafi era si un dittatore, andava si vestito come un domatore di leoni, ma era anche un amico di campeggio, un compagno di patonza e socio in affari. Ovvio che la sua scomparsa non possa lasciare indifferente Berlusconi, organizzato in fretta e furia l’ultimo saluto, il premier italiano ha composto un picchetto d’onore di dodici fanciulle (vergini?) pronte a mostrare le tette davanti a un tendone nero a lutto. Soprattutto resta da capire quale sarà l’eredità del “fu leader ”. Della situazione libica sembra non freghi nulla a nessuno, men che meno a chi ha ben altri problemi tra parlamento e tribunali.
Ma c’è una questione su cui il Cavaliere  vuole chiarezza: “Che fine faranno tutte quelle amazzoni?

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