Il costo della formazione politica

“Ateniesi” e “Renzi 2.0” organizzeranno a Torino una due giorni di formazione politica “#OpenPD”. Per partecipare è richiesta una quota di iscrizione di 55€, un modo per autofinanziarsi, sembra evidente. Certo, meno elegante è il modo con cui  Davide Ricca e Carolina Massei, organizzatori della due giorni, motivano questa quota: “Il Pd organizzava weekend a Napoli con centiniaia di giovani pagati per assistere. Noi facciamo il contrario, siamo disposti a metterci i nostri soldi per alimentare il flusso della bella politica.”

Ci auguriamo che queste non siano le stesse persone che criticavano il pagamento di 50€ per la partecipazione alla formazione politica del PD a Cortona (comprensivi di  materiali, pasti. Per i primi iscritti era compreso anche l’alloggio), quota necessaria solo per avere l’attestato di partecipazione, chiunque avesse voluto partecipare ad uno degli incontri era il benvenuto, senza che gli venisse chiesto alcuna fiches per entrare.
Il “weekend a Napoli” citato era l’avvio del progetto “Finalmente Sud”, formazione a distanza per 200 giovani del Mezzogiorno, che prevedeva 3 momenti di incontro plenario. Ai 200 ragazzi che vi presero parte venne spesato il viaggio per venire a Napoli.
Sì, una spesa per il partito, un partito che ha creduto fortemente nella formazione politica come valore, su cui investire e da cui non escludere nessuno.  Nessuno è mai stato “pagato”  per partecipare alle iniziative della formazione politica.

Fa piacere che sorgano iniziative di formazione politica parallele a quelle del PD, e che si autofinanzino.
Piace meno che per farlo si debba infangare il Partito Democratico e chi  fino ad oggi ha lavorato per la formazione di nuove classi dirigenti del Partito, permettendo di partecipare anche a chi non avesse le risorse economiche per partecipare. Perché “il flusso della bella politica” può essere alimentato anche da chi ha talento. Ma pochi soldi.

Citando Matteo Renzi: “Giovani, Non perdonate i politici che cancellano il talento”

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Serra, querelaci #adesso

Oggi Davide Serra ci ha fatto sapere che querelerà Bersani per avergli dato del Bandito. si sente offeso.

Da cosa si sente offeso Serra? Da un virgolettato. “Davvero userebbe la parola «banditi» per riferirsi a quelle persone, e Bersani sospira, pesa le parole ma è eloquente: «Mah, “banditi” sempre tra virgolette, ma a me non piace una finanza che non risponde a criteri di trasparenza, alla quale si è dato in questi anni un po’ troppo mano libera. Non dico tutta la finanza, certa finanza, quelli delle Cayman. State attenti alle pillole generiche che vengono da questa finanza, ne abbiamo già avute troppe, non possono certo permettersi di dare consigli».”

Bersani parla di evasori, dei Bankster, che hanno creato la crisi per mera avidità di guadagni con titoli tossici,derivati avariati, e domiciliazione delle imprese nei paradisi fiscali frodando il fisco ed i contribuenti onesti. Perché Davide Serra, con il suo fondo Algebris ubicato alle Isole Cayman, si sente offeso?

Serra si è offeso? Problemi suoi

Renzi, dal Sol dell’Avvenire al sole delle Cayman

Il sindaco di Firenze ieri sera a Milano ha partecipato ad una raccolta fondi a sostegno della sua campagna per le primarie. E fin qui nulla di strano. Se non fosse che l’organizzatore della raccolta fondi è un certo Davide Serra, ragazzo d’oro della finanza, capo del fondo Algebris e famoso per il suo attivismo nell’azionariato delle Generali. Agli invitati è stata chiesta una fee che si aggirava dai 500 euro ai 5000 per ascoltare Renzi e Serra. Mangiando tartine e risotti. In piedi.
Tra i finanziatori a cena anche Franco Moscetti, amministratore delegato di Amplifon. Il sindaco di Firenze inizia a guardare all’elettorato più anziano?
Renzi, durante il suoi incontri dedicati al mondo dell’imprenditoria, ha fatto anche una parziale retromarcia, confessando che il termine ‘rottamazione’ è una frase bieca e volgare, che ha contribuito a portarlo sui giornali e – stando a quanto sostiene lui – “a renderlo credibile”, scordandosi della cover per Iphone che vende nel suo shop “Keep Calm and Rottama”, devono averla commercializzata a sua insaputa.

Renzi e Marchionne due pinocchi! Parola di Piero Pelù

“Povera Firenze e poveri noi fiorentini che ci troviamo in mezzo al fuoco incrociato di due personaggi tanto rampanti quanto inconcludenti della vita politica ed economica italiana, che in questo momento sembrano fare la sceneggiata degli opposti ma che come tutti gli opposti si assomigliano”. Lo scrive su facebook il cantante Piero Pelu’ “Firenze bistrattata nei fatti da un sindaco sprecone, piacione e ‘parolaio’ che in campagna elettorale aveva promesso la solita formulina-del-mari-e-monti per accontentare e abbindolare tutti, consegnando di fatto oggi la citta’ di Firenze in uno stato di deriva culturale e ambientale senza precedenti- scrive il cantante- Renzi il rottamatore diventato sputtanatore.
Firenze bistrattata anche dalle parole dell’amministratore delegato della Fiat Marchionne il quale oggi si arrampica sugli specchi per tentare goffamente di rimediare al suo autogol clamoroso ma che sorvola sempre sulle sue responsabilita’ riguardo al disastro progettuale e umano dell’ azienda di cui e’ a capo. Marchionne un altro sputtanatore di risorse, un altro uomo dei sogni con il naso lungo”.
“Sicuramente da domani i due Pinocchi ritroveranno una convergenza di intenti e di punti di vista, senza se e senza ma che permettera’ ad ambedue di continuare a divertirsi alle spalle dei fiorentini e degli italiani che non si possono permettere di vivere nel loro mondo dei balocchi”, conclude.

(DIRE) Roma, 11 ott.